summer –foto:https://urly.it/31b_gc –traccia3D:https://urly.it/31b_pj – Percorso (EE – T3) di circa 30 km. / D+ 2190 m. – É un’escursione abbastanza faticosa che però trasmette una bella soddisfazione se si sanno amministrare le fatiche facendo frequenti e brevi pause per bere e alimentarsi moderatamente. Ho preso spunto dal percorso della “Skyrace Lanzada-Poschiavo“- Si parte da Lanzada (975 m/slm) Centro per terminare alla Stazione delle Ferrovie Retiche RHB di Poschiavo (1015 m/slm). Ci si incammina verso la vicinissima località di Pradaccio proseguendo poi lungo la strada che sale a Vetto dove presso la sua chiesa si percorre il viottolo che porta al grande lavatoio di Tornadri. Attraversata la strada si imbocca il ripido sentiero N360 che passando per Bark sbuca nei pressi del tornante della strada che sale a Campo Franscia; qui inizia la ripidissima VASP che raggiunge l’Alpe Ponte (1534 m/slm). All’ingresso di questo bel alpeggio si prende il sentiero che va a Cima Sassa (1720 m/slm) dove, vicino alla panchina posta nella parte alta dei prati, comincia un traverso in direzione N-E. Più avanti si perde quota e dopo essere passati per Ciaz e da Ciudeé si continua a scendere fino alle baite di Cima Franscia. Ora, percorrendo il sentiero N340, si sale e si supera il Dosso dei Vetti fino al vicino bivio dove si imbocca a dx il Sentiero Italia N301 che va Alpe Campascio (1844 m/slm). Una volta raggiunti il Rifugio Musella e il Rifugio Mitta (ottimo per un fare un piccolo break – ha un ventina di posti letto) si abbandona il N301 per proseguire sulla stradina che attraversa l’Alpe Musella e arriva sotto la Diga di Campo Moro e poi sale alla corona di sbarramento del lago artificiale. Raggiunto il grande parcheggio nei pressi del Rifugio Poschiavino (1990 m/slm) si imbocca il sentiero N346 che passa dal Rifugio Zoia e poi dalle falesie, famose per le moltissime vie di arrampicata. Arrivati all’Alpe Campagneda (2140 m/slm), che si trova sotto l’occhio vigile e attento del Pizzo Scalino, si continua in direzione del Passo di Campagneda ma non passando dal Rifugio Ca’ Runcasch bensì si devia a sx sul N346. Si transita tra i primi 2 laghetti e poi nei pressi del 3° lago dove si riprende il Sentiero Italia continuando nella salita che pian piano si fa più ripida. Dopo essere passati tra i numerosi piccoli e piccolissimi laghetti si giunge al famoso arco posto sul Passo di Campagneda (2615 m/slm) da dove si ammirano i panorami verso la Valmalenco e la Valposchiavo. Dopo questi primi 20 chilometri restano gli altri dieci con discese abbastanza ripide (le ginocchia non saranno contente) nelle quali si devono smaltire i 2190 metri di dislivello positivo fatti nella salita. Si passa prima dal Passo Cancian (2498 m/slm) e poi dal suo alpeggio dove inizia una ripida strada sterrata che arriva al bivio nei pressi dell’Alpe Quadrada. Dopo poche decine di metri si imbocca il sentiero della “Via Alpina R77” che scende incrociando alcune volte la strada sterrata, si passa nei pressi dell’Alpe Somprai e poi si sbuca sopra Selva. Qui si prosegue sul sentiero, con segnavia bianco-rosso-bianco, che percorre il lato N-O dell’alpeggio (1470 m/slm) e scende in direzione di Poschiavo. Diversi tratti di questo ultimo tratto di percorso sono acciottolati (risc) che in caso di pioggia o umidità diventano molto scivolosi e quindi massima prudenza. Superato il passaggio a livello di Poschiavo si percorre la strada che corre parallela ai binari arrivando così in stazione dove si prende il Trenino Rosso che porta a Tirano. “bergheil” buonC@mmino (poche fontane lungo il percorso) –gpx:https://urly.it/31b_xw –