CH – VALLE DEL MORTERATSCH.

 spring  –foto:https://photos.app.goo.gl/jee6pR6rvj9RPiFq7  – videtraccia:https://www.relive.cc/view/vPv4V7QK5R6  – Si trova incuneata tra la Val Roseg e la vallata che scende dal Passo Bernina, sotto il versante orientale del Piz Bernina e la cresta Biancograt; in fondo alla valle sono rimasti gli oramai “miseri” resti di quello che una volte era un imponente ghiacciaio. Nel 1880 lambiva l’omonima stazione ferroviaria del “trenino Rosso”, poi nell’ultimo secolo e mezzo la vedretta è arretrata di oltre 4 chilometri. Questa è una facile escursione per tutte le stagioni però, a mio giudizio, si presta di più per l’inizio della primavera quando il freddo inverno se ne è andato, le giornate sono riscaldate da un bel sole e la quantità della neve si è ridotta. Si potrebbe partire dalla omonima stazione ferroviaria però è bello lasciare la macchina alcune centinaia di metri prima di Pontresina presso il parcheggio a pagamento di Resgia (1840 m/slm). Superate le gelide acque del torrente che scende dai laghi del Bernina e dai suoi affluenti, si attraversano i binari della Ferrovia Retica e si percorre la larga sterrata ciclopedonale che sale nell’ampia vallata in direzione Sud. In alcune occasioni si intercetta la pista di sci di fondo e si attraversa nuovamente la ferrovia per poi raggiungere e transitare dentro il Campeggio Plauns (1870 m/slm). Dopo aver affiancato, e tenuto alla propria sx un piccolo laghetto, si imbocca il percorso pedonale innevato che arriva nei pressi della piccola stazione del Trenino Rosso. In pratica qui c’è il vero accesso alla valle del Morteratsch che va in direzione S-S-O; da questo punto si procede sull’unica traccia innevata che è destinata ad un uso promiscuo: per lo sci di fondo, per i camminatori e per le MTB. Lungo il tracciato sono stati posizionati dei pannelli informativi che indicano il punto in cui il ghiacciaio si trovava in quel particolare anno. Arrivati a quota 2070 m/slm si è ai piedi delle rocce che sono emerse a seguito dello scioglimento del ghiaccio e poco più in su si trova il fronte della parte terminale della vedretta che è ai piedi del Monte Bellavista, del Pizzo Zupò, della Cresta Guzza e del Piz Bernina. Il toponimo di questa valle è legato ad una leggenda che racconta di un cacciatore di nome Aratsch, lui stava pedinando con altri amici una bellissima ragazza che saliva tra crepacci. Quando ne perse la traccia prese la via del ritorno perdendosi tra le rocce e i crepacci dove  vi morì. Da allora alcuni sentirebbero delle voci  portate dal vento che dicono: Aratsch è morto (Mort ais Aratsch), da qui il nome Morteratsch. Per il ritorno si segue la via fatta nell’andata (volendo con alcune piccole deviazioni). Percorso (E – T1) di circa 16 chilometri – dislivello positivo 260 metri – “bergheil” buonC@mmino  gpx:https://urly.it/3_8xc  –percorsointerattivo:https://www.relive.cc/view/vPv4V7QK5R6/explore 

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