summer –foto:https://photos.app.goo.gl/NJeJUW75RQ5iYDbW7 –video:https://out.ac/3Sqrug – Percorso (E-T2) di quasi 17 km. / D+ 980 m. che sale al Rifugio aperto lo scorso anno ma inaugurato il 3 settembre 2026. Questa escursione si trova all’interno di 12 percorsi facenti parte delle “Vie dei Viandanti” che hanno come punti di partenza e arrivo: Milano, Como e San Bernardino. In questa occasione si potrebbe partire da Isola di Madesimo ma c’è l’opportunità di salire fino a Cà Raseri pagando un Ticket. Con l’auto, una volta arrivati a Chiavenna si sale verso il Passo Spluga e raggiunta la località Isola si imbocca Via del Cardinello dove, all’interno del parcheggio, c’è il totem per il pagamento e poi , passando per Mottaletta si giunge al parcheggio di Ca’ Raseri (1460 m/slm). Qui ci si incammina sulla strada che sale a Stabisotto dove si imbocca il Sentiero N697/696 che non ha segnavia ed è in condizioni precarie. Una volta raggiunta poi Stabisotto Alta (1650 m/slm) la traccia diventa più evidente e in buone condizioni ma sempre senza segnavia. Arrivati in località Chiodia si prosegue sulla strada sterrata N696 che va ad intercettare a quota 2040 m/slm il percorso Agro-Silvo-Pastorale che passa dai vari alpeggi del versante orografico sx della Val Febbraro. Dopo aver percorso complessivamente quasi 4 chilometri, passato il ponte sulla Valle dei Giani e oltrepassate le acque delle Valle di Borghetto, si continua sulla bella traccia sterrata, percorribile anche dalle MTB, che sale dolcemente con vari tornanti al Lago Grande dove è stato edificato questo bellissimo Rifugio (2325 m/slm). La Comunità Montana della Valchiavenna (coordinata da Renato Dolci), con i contributi Interreg, su idea degli Amici della Mesolcina (ma anche di Mauro Premerlani), ha realizzato questa struttura completamente in legno su un basamento di cemento. Per la costruzione sono state utilizzate le essenze di Acero, Frassino e Larice provenienti dei boschi presenti poco più a valle, lavorati e modellati poi dagli Studenti della famosa Scuola “Caurga” Ebanisti di Chiavenna; coordinati nei lavori da Mauro Premerlani. Al piano terra ci sono la cucina, la sala pranzo e i servizi igienici, al secondo piano ci sono 3 camere con letti a castello per un totale di 19 posti, nel sottotetto è stato creato un piccolo magazzino; poi c’è il Bivacco invernale che durante l’estate diventa la residenza dei simpatici e professionali gestori Luca e Margherita. Dopo la sosta al Rifugio conviene salire al piccolo Lago dei Mot e al vicino Passo Baldiscio (2350 m/slm – chiamato anche Balnisc Pass) che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si trova sul confine Italo-Svizzero che invece è situato più avanti nella vallata che scende all’Alp Balnisc in direzione Mesolcina e San Bernardino. Dal passo si può salire a un bivacco di 12 posti che si trova in Val Curciusa. Per il ritorno si passa nuovamente dal Rifugio e poco dopo si devia a dx sul sentiero della Via Alpina “RED33” che arrivando da San Bernardino scende all’alpeggio di Borghetto per poi andare a percorrere il lato orografico dx del Torrente Febbraro arrivando così, con un percorso più breve di quello della salita, a Ca’ Raseri. (lungo il percorso ci sono tante fontane – la differenza altimetrica è di 880 metri) “bergheil” buonC@mmino –gpx:https://urly.it/31gjr5 –
