DOSSO CORNIN e RIFUGIO CASINA DI PIANA (SO)

summer  –voice:https://urly.it/31ggs2  –video:https://out.ac/3ShutT  –foto:https://photos.app.goo.gl/4w9en2RnJtPSzKNk9  – Percorso  (EE-T3) di circa 16 km. / D+ 1180 m. – Il Dosso Cornin (2775 m/slm) è stato valorizzato e reso famoso dagli “Amici della Croce di Campiano” che con un lavoro molto impegnativo hanno sistemato la rete di collegamento delle postazioni militari e delle trincee della Guerra Mondiale 15-18, facenti parte della seconda linea difensiva. Sono stati creati 4 percorsi che si differenziano per colore: Rosso “Cornin bike trail” – Viola “Percorso Cannoniere” – Azzurro “Percorso Trincee” – Blu “Trekking in Vetta“. Questa salita in vetta ha come punto di partenza il parcheggio in località Carette che si raggiunge da Grosotto pagando il ticket di un euro e percorrendo stradine abbastanza strette e un po’ ripide che passano da San Sebastiano e dagli alpeggi di Soppiano,  Doèri Basse e Doèri Alte; si trovano sul lato orografico dx della Val Grosina. Dal parcheggio si percorrono un centinaio di metri della strada che va all’Alpe Piana poi però si svolta a sx. Questo percorso fa parte del Sentiero Italia che arriva da Schiazzera e va a Malghera. La parte iniziale è una stradina sterrata che attraversa l’alpeggio poi, oltrepassata quota 2000 m/slm, diventa un vero sentiero che più di 100 anni fa era una mulattiera percorsa dai muli che tiravano i carri dell’artiglieria. Dopo essere passati dal punto dove era presente una teleferica per il trasporto dei viveri e dei feriti, e percorso i primi 3 chilometri, si arriva al bivio dove si abbandona il Sentiero Italia  e si continua sulla dx seguendo sempre le frecce blu. La salita è agevole perché la pendenza dei percorsi militari era sempre costante e non affaticante per i muli. Si vedono ancora alcuni muretti a secco e alcuni brevi tratti di mulattiera larga più di un metro. Superati i 2400 m/slm si fa un lungo traverso sotto il Dosso Campesello per poi iniziare il tratto finale che diventa un po’ più impegnativo; in alcuni tratti il percorso è stato rovinato dagli eventi metereologici. Superata quota 2600 m/slm bisogna prestare attenzione per riuscire ad individuare la traccia sul terreno che delle volte è completamente assente; diventa molto utile utilizzare la traccia gpx “Cornin 15-18“. Attorno ai 2700 m/slm ricompare la traccia poi però le ultime decine di metri del tratto finale vanno interpretate anche per la mancanza di segnavia. Giunti sul Dosso Cornin si ha un’esclamazione di gioia per la bellezza del panorama, per l’originale ometto di sassi che contiene il libro di vetta, e per la soddisfazione di aver percorso sentieri che erano stati costruiti con grande maestria ed enormi fatiche. Qui sul Dosso Cornin era presente in una grotta, che fungeva anche da riparo per i Soldati, una postazione della artiglieria . Ci si trova sopra Grosotto e Grosio, a S-O ci sono il Monte Campiano e le cime di Schiazzera, ad Ovest la Valle Ferrata dove c’è il Rifugio Casina di Piana, mentre il lato Nord e solcato dalla Val Grosina, si vede pure il bacino artificiale di Fusino. Per il ritorno a valle si segue principalmente lo stesso percorso ad eccezione di una breve deviazione sotto quota 2300 m/slm che poi si innesta nel Sentiero Italia. Faceva parte del reticolo dei collegamenti militari che però sta scomparendo nella vegetazione. Una volta tornati a Carette vale la pena di proseguire e imboccare la Valle Ferrata per raggiungere il Rifugio Casina di Piana gestito brillantemente dai Volontari del Mato-Grosso che si turnano settimanalmente. Dopo una gustosa merenda si torna al parcheggio delle Carette. (differenza altimetrica: 1030 m. – sul percorso non ci sono fontane) “bergheil” buonC@mmino  –gpx:https://urly.it/31ggr- 

 

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