spring – foto:https://photos.app.goo.gl/xEbffo9R2V3EDTzq6 –video:https://out.ac/33fCLp – Percorso (E-T2) di circa 11 km. / D+ 800 m. – La curiosità mi ha spinto ad andare in Valmalenco a vedere da vicino, anzi dentro, i luoghi in cui si estraeva la pietra ollare, i torni ad acqua per la sua lavorazione, e i sentieri lungo i quali si portavano a valle i “lavéc” (pentole in sasso). In quest’area sono presenti 2 importanti percorsi tematici: quello dei torni e quello della pietra ollare. La zona nelle vicinanze dell’Alpe Pirlo è ricca di cave, gallerie e cunicoli da dove veniva estratta con grandi fatiche la pietra ollare minerale a base di cloritoscisto. Non molto lontano, in Valbrutta/Franscia, la pietra ollare utilizzata per creare i lavecc è invece di talcoscisto. Imboccata la Valmalenco si lascia la macchina all’ingresso di Primolo dove, in corrispondenza della fermata del BUS (1260 m/slm), parte il Sentiero N316 che sale in direzione dell’Alpe Pradaccio, Giumellini, Bosio, Alpe Lago e Alpe Pirlo. Una volta superate le acque del Torrente Sassersa si giunge al tornio del Gaggi, è l’unico che si è conservato dei 50 che erano presenti nel Comune. Nei pressi di questa struttura parte il sentiero che passa tra i ruderi dei vecchi torni dove le paline segnaletiche riportano il nome dei proprietari. Proseguendo lungo il N316 si devia verso Crun punto molto panoramico sui sottostanti nuclei di Lanzada, Caspoggio e Chiesa in Valmalenco. Ripreso il N316 si giunge ai 1610 m/slm di Ove (Ui) dove è presente la grande cava ancora attiva del Gaggi; un cancello chiude l’accesso ad una profonda galleria. Il metodo di estrazione non è più quello antico di scolpire con apposito attrezzo (asgìsc) i blocchi con forma rotonda (ciapùn) da lavorare subito al tornio, oggi si usa il sistema molto più rapido di taglio di cloritoscisto con le seghe circolari. Continuando sulla strada sterrata in direzione Giumellini si prende, poco più avanti, una deviazione che porta all’ingresso di una antica grotta dove si estraeva calcopirite da cui si ricavava il rame. Ripresa la strada sterrata si potrebbe concludere l’escursione andando a dx verso l’Alpe Pirlo, riprendere il percorso dell’andata e ritornare con facilità al punto di partenza. Già che si è qui vale la pena di proseguire verso Ovest sulla strada e prendere il sentiero che sale al bel alpeggio di Giumellini (1760 m/slm) da dove si ammira un ottimo panorama sulle più importanti cime della Valmalenco. Arrivati nella parte superiore dei prati si prosegue verso dx seguendo l’Alta Via (è un tratto EE-T3 fino a Pradaccio) che sale in direzione Nord, si passa sotto la rocciosa Torre del Giumellini e si arriva al bivio dove un sentiero sale ai Laghi di Sassersa e al Passo Ventina mentre invece proseguendo su quello che scende all’Alpe Pradaccio si passa da Pramezz (1618 m/slm) e si giunge al piccolo e ben curato alpeggio del Pirlo (1591 m/slm) e il suo laghetto. Percorrendo il sentiero che fiancheggia le acque del Sassersa si riprende il N316 fatto al mattino poi più avanti lo si abbandona per salire a percorrere la strada sterrata della pineta di Primolo che scende al campo di calcio, attraversa la frazione di Primolo, e torna al punto di partenza. “bergheil” buonC@mmino – curiosità: https://giorgiogemmi.it/cave-torni-e-laveggi-della-valbrutta-so/ – (sono presenti alcune fontane) –gpx:https://urly.it/31ftd7 –