VALMALENCO – tra gli alpeggi orientali (SO).

 summer  –foto:https://photos.app.goo.gl/pGmzu1RSAcUWR5AX9  –videotraccia:https://www.relive.cc/view/vxOQQ5nz22O  – Percorso (E – T2) di circa 24 chilometri – dislivello positivo 1200 metri. – Questa escursione passa per gli alpeggi nel comprensorio del Pizzo Scalino e come punto di partenza ho scelto la località Tornadri di Lanzada dove si parcheggia nelle vicinanze dell’ingresso della grande miniera di “talco”. Ci si incammina, pur essendoci un sentiero, sulla VASP (fino a quota 1300 m/slm è anche strada di cantiere) che raggiunge l’alpe Brusada (Bruciata) dove ci sono due nuclei di belle baite,  una piccola chiesa e un’ottima vista su Lanzada, Caspoggio, Primolo e Chiesa in Valmalenco. In centro al maggengo si prende il Sentiero N.351 che dopo poco comincia a salire ripido passando per l’Alpe Piscée, il piccolo alpeggio Cup e poi si innesta sul percorso dell’Alta Via (2075 m/slm – Sentiero N.305). Proseguendo in direzione N-E si arriva all’Alpe Acquanera che si trova in un bel pianoro ai piedi dell’omonima cima; qui c’è anche un ottimo punto di ristoro. Continuando sull’AV, con vari su e giù, si passa dal piccolo laghetto (intorbatosi), poi sopra il Lago Mufulé e dopo si arriva all’Alpe Prabello. E’ un grande maggengo con una bellissima e caratteristica chiesetta, il Rifugio Cristina, belle baite in sasso con tetti in pioda, si trova ai piedi del Pizzo Scalino. Ora prendendo la VASP che va in direzione Nord si raggiunge il Rifugio Ca’ Runcasch, poi si scende all’Alpe Campagneda dove, dopo aver superato il ponticello, si imbocca il sentiero che va in direzione N-O. Lungo il tragitto si passa in una zona ricca di falesie, si transita dal Rifugio Zoia e si arriva al primo parcheggio di Campo Moro; da qui si raggiunge il muro del bacino artificiale. Dopo aver percorso la sommità del muro della diga si scende lungo la strada sterrata e raggiunto il termine della VASP si imboccae il Sentiero N.342 che porta all’Alpe Foppa e sbuca a Franscia. E’ una piccola località turistica con belle baite, prati, cave, un laghetto per la pesca sportiva e un unico albergo con un ottimo ristorante. Percorsa la galleria stradale ben illuminata si arriva all’imboco della Valbrutta dove suggerisco di fare una breve deviazione perché, a parte il nome che non è veritiero, ci sono piccole e belle baite ma è anche famosa perché è una zona dove venivano prodotti i laveggi (lavecc), per cui c’erano le cave per l’estrazione della pietra ollare e i torni per la lavorazione. Ripresa la strada si percorrono altre 2 gallerie e poi si prende il sentiero che scende a Tornadri e quindi si raggiunge il punto di partenza.  – “bergheil” buonC@mmino – alcune fontane –gpx(seteTRAK):https://urly.it/3wdkp  –percorsointerattivo:https://www.relive.cc/view/vxOQQ5nz22O/explore   

 

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