Giro PASSO VAZZEDA dal Rifugio del Grande Camerini (SO)

summer  –foto:https://photos.app.goo.gl/QxtH4Lb1Fyv9xZUTA  –video:https://out.ac/34ds7A  – Percorso (EE+ / T3) di circa 14 km. / D+ 1460 m. che sale al rifugio percorrendo il Sentiero N325 considerato la direttissima per il Rifugio, viene anche chiamato “Cavatappi” per i tantissimi tornantini presenti sulla salita. Si sale in Valmalenco e si lascia la macchina nei parcheggi ai bordi del Torrente Mallero dopo aver oltrepassato Chiareggio. Ci si incammina in direzione Ovest passando per Pian del Lupo e dopo aver superato le acque del torrente che scende dal Passo del Muretto, non volendo prendere il sentiero che passa per Vazzeda, si va all’Alpe Forbicina e si supera l’Alpe Laresin. Percorrendo il tratto iniziale della Val Sissone, del percorso dell’Alta Via della Valmalenco, si giunge ad un bivio dove si stacca il Sentiero N325. Inizia qui una salita abbastanza ripida in un fitto bosco,  si attraversano un paio di vallette e si sbuca all’Alpe Sissone che si trova ai piedi del Monte Mottuccio. Qui c’è il primo di una serie di panorami perfetti; vista sul Pizzo Ventina, sulle 2 cime del Disgrazia, sul Monte Pioda e la Cima di Chiareggio. Si continua  a salire in direzione N-O e arrivati a quota 2400 m/slm si intercetta l’altro percorso che sale dalla Val Sissone (A.V.) che va al Rifugio. Attraversando un po’ di pietraie si arriva ai piedi di uno sbarramento roccioso che si supera con l’aiuto di un paio di catene raggiungendo così il Rifugio del Grande Camerini gestito da bravissimi volontari del CAI di Sovico. Non volendo prendere la strada del ritorno che passa dagli alpeggi di Vazzeda si decide di salire al Passo di Vazzeda. Non esiste un vero sentiero e nemmeno una specie di traccia, ci sono solo dei segnavia e dei picchetti bianco/rossi, che non bisogna perdere mai di vista, dislocati sulle direttrice N-O. È una gran distesa sassosa con tante placchette di granito che psi trova sotto quel che resta del Ghiacciaio del Vazzeda; si superano vari ruscelli e piccoli nevai. La salita è faticosa ma non pericolosa; quando si arriva a quota 2900 m/slm si devono seguire scrupolosamente i segnavia rossi per trovare il passaggio con le catene che servono per giungere sul Passo Vazzeda (2965 m/slm). I bellissimi panorami su tutta la Valmalenco e sulla Val del Forno con l’omonimo Ghiacciaio sono la perfetta ricompensa per la dura salita. Per non tornare al Rifugio si decide di scendere dritto per dritto, senza alcun segnavia, al sottostante lago glaciale che si trova a quota 2660 m/slm. Per questa ripida discesa si puntano e percorrono le tante placche di granito che si trovano sulla direttrice schivando i vari rigagnoli d’acqua. Dal piccolo e azzurro lago glaciale si torna a seguire i picchetti bianco/rosso che aiutano ad intercettare il percorso che arriva dal Rifugio Del grande Camerini e va verso la Val Bona. Anche qui non c’è una vera traccia ma tanti ometti, segnavia sui sassi e i soliti picchetti che aiutano a raggiungere e superare il torrente che scende dal Monte Rosso e poi si intercetta la traccia N326 che scende dal Passo del Forno. Una volta arrivati a quota 2100 m/slm si svolta a dx sul ponticello seguendo la traccia per Vazzeda Superiore e, seguendo la sentieristica classica dell’Alta Via della Valmalenco, si passa da Vazzeda Inferiore e poi si sbuca nei pressi di Forbicina dove si ripercorre la parte iniziale dell’escursione giungendo così al punto di partenza. (sul percorso non ci sono fontane) “bergheil” buonC@mmino  –gpx:https://urly.it/31g6pq 

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