DOSSO MASTABBIA “PINACUL” e i minerali (SO)

summer  –foto:https://photos.app.goo.gl/Y4t4am6Pzt1i4iy36  –video:https://urly.it/31f-zb  – Percorso (EE-T3) di circa 9 km. / D+ 910 m.; si trova tra l’Alpe Giumellini e l’Alpe Airale, e a N-O dell’Alpe Mastabbia. Il tratto centrale dell’escursione si sviluppa su terreni senza sentieri o semplici tracce, e con pendenze anche abbastanza verticali. Lo scopo di questa escursione è quello di andar alla ricerca di minerali: Talco, Pirite, Actinolite verde, Quarzite, Nefrite, Tremolite bianca e Terre Rare. Punto di partenza è il parcheggio che si trova all’inizio della località Lago di Chiesa (che si raggiunge in auto soltanto con particolari permessi, in alternativa bisogna percorrere il Sentiero N315 che inizia poco sopra Chiesa in Valmalenco). Dopo aver superato i primi 600 metri della strada che va al Rifugio Bosio si devia a dx su un ripido sentiero che sale  in direzione N-O. Raggiunta quota 1900 m/slm ci si innesta nel N301 (Sentiero Italia e Alta Via della Valmalenco) e percorrendolo verso Ovest si giunge alla Casa dei Minatori e all’ex Miniera di Talco (oramai crollata e inaccessibile). Da qui, senza avere più tracce da seguire, si risale a zig- zag il ripido versante alla ricerca dei  minerali . Tra sassi ed erba cera (visega – per cui consiglio di avere nello zaino i ramponcini da ghiaccio) si arriva alla Piana dei Camosci (2200 m/slm) che si trova ai piedi di gande e pareti rocciose dove gli esperti riescono ad individuare e scovare altri minerali. Proseguendo poi verso S-O ci si avvicina pian piano al  Dosso Mastabbia “Pinacul”; circa a quota 2350 m/slm, ai piedi di un grosso sperone roccioso, c’è una miniera. Non si riesce a resistere alla tentazione di entrare (!però a proprio rischio e pericolo!)  dal cunicolo di accesso alla galleria alta poco più di un metro e mezzo. Qui si estraeva il talco; cosa molto curiosa è stato vedere sul suo lato destro gli strati verticali di lastre d’ardesia, detta comunemente lavagna, mentre sul lato sinistro della  galleria, scavando con le mani tra il materiale friabile, si trovano piccole piriti. Alcune decine di metri più in alto c’è un’altra galleria con un camino verticale che però è crollato. Dal fianco di questo ingresso si risale un ripido pendio erboso che poi permette di raggiungere, superando l’ultimo strappo, il poco distante Dosso Mastabbia “Pinacul” (2458 m/slm) e il grande ometto di sassi. Da questo balcone panoramico si ammirano le vette e gli alpeggi della Valmalenco ma anche le lontane cime orobiche. Ora scendendo verso Sud, lungo i prati, si va ad intercettare una traccia a quota 2100 m/slm che si innesta nel Sentiero N301. Si procede verso l’Alpe Mastabbia dove, nei pressi della fontana, si imbocca il sentiero che scende a valle per poi immettersi nella VASP che passa dall’Alpe Lago di Chiesa  e dalla Chiesetta di Sant’Abbondio e raggiunge il punto di partenza. (assenza di fontane sul percorso) “bergheil” buonC@mmino  –gpx:https://urly.it/31fzwv 

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