Nato all’inizio degli anni cinquanta ho visto i moltissimi cambiamenti belli e brutti che ci sono stati, spero di aver il tempo di vederne altri. Nelle vigne e nei prati di mio nonno i lavori erano ancora tutti manuali, nelle abitazioni cominciava ad esserci la vasca da bagno (non Jacuzzi) e l’acqua calda, chi stava bene possedeva almeno la moto. In prima elementare si iniziava facendo le “astine” poi dopo qualche mese tante paginate di lettere dell’alfabeto. Se tornavi a casa con una nota erano “cxxxi” amari. In quinta elementare mia madre autorizzò il maestro a bocciarmi (le madri di oggi fanno ricorso al TAR). Promosso alla Scuola media, poi alle Superiori, e dopo anche 15 mesi di Servizio militare obbligatorio. Per certi aspetti è stato utile, però molte volte era tempo buttato al vento; si veniva trattati come nemici mentre avremmo potuto dare un contributo al Paese. In quei mesi avevo anche rischiato molto perché partecipavo (in divisa) alle manifestazioni per difendere l’obiezione di coscienza; a quei tempi gli obiettori di coscienza finivano nel carcere militare. Se mi avessero riconosciuto ci sarei finito anch’io pur non essendo obiettore ma ritenevo che fosse giusto difendere questo diritto. Finita la Naja fu facilissimo trovare lavoro; era possibile anche cambiarlo se ne trovavo un altro più gratificante. Fino ad allora avevo avuto pochi vizi dopo ho cominciato a fumare, divertirmi, ma c’era anche la passione e l’impegno per i grandi ideali, per il sociale, e le lotte sindacali. Lo Sport non era ancora presente nella mia giornata, non mancavano però 3 pacchetti di sigarette al giorno. Nel 1980 capitò che il Direttore dell’azienda in cui lavoravo mi convincesse ad acquistare l’attrezzatura per praticare lo sci di fondo. Dopo pochissimi mesi mi convinse pure a partecipare a quella che per me era stata una cosa ciclopica: la Marcialonga in Val di Fiemme. Questo fu l’inizio di una lunga e bella esperienza sportiva. Ho conosciuto colui che diventò più che un Amico, ho smesso anche di fumare. Finita la stagione invernale si iniziava a fare skiroll (il primo paio me lo ero autocostruito), poi ai primi fiocchi di neve si riprendeva a sciare. Capitava pure che a seguito di grandi nevicate si facesse sci di fondo tra le vie della città, e sci di fondo pure a carnevale in maschera. Alcuni anni dopo, con un vicino di casa, ho intrapreso a corricchiare (era l’attività più economica). Lo sport ha cominciato a diventare un desiderio vero, sentivo che mi dava qualcosa ma non capivo cosa; se trovavo un po’ di tempo da rubare alla famiglia era per fare sport. All’inizio degli anni duemila mi sono appassionato ancor di più al podismo finché un giorno mi sono iscritto ad una società sportiva capitanata da un grande trascinatore. E’ iniziato così un periodo di partecipazione ad alcune gare podistiche locali con l’unico principio di arrivare al traguardo; più avanti ne feci anche alcune abbastanza impegnative sui sentieri montani. Pur continuando a praticare anche gli altri sport la corsa è diventata quella che mi piaceva di più. Nel 2011 sono stato “obbligato” a ricoprire il ruolo di Presidente di questo gruppo sportivo. Per tre anni mi ci sono dedicato sostanzialmente a tempo pieno inventando anche alcuni eventi sportivi con la finalità però di evolvere in beneficenza gli incassi, al netto delle spese organizzative. Ogni anno si cambiava l’associazione di volontariato a cui destinarli, nell’ordine: UNIVALE – ALOMAR – AVO. Il principio si basava sullo slogan coniato dall’Assessore allo Sport: “fare del bene per farsi del bene”; era proprio così! Dopo questo periodo è arrivata una malattia che mi ha portato a fare dei cambiamenti, ho abbandonato la corsa e la bicicletta e mi sono concentrato a superare questa difficoltà. Ho iniziato a fare alcune escursioni perché avevo capito che mi aiutavano a non pensare al tumore. Dopo alcuni mesi ho trovato il piacere di ammirare i panorami che durante le corse non riuscivo a vedere. Due anni dopo, terminata la radioterapia e le cure farmacologiche, ho deciso di raccontare le mie escursioni prima su facebook e poi ho creato il sito internet (www.giorgiogemmi.it). Su richiesta dell’unico Amico che non usa computer e cellulare ho anche realizzato la versione cartacea e in formato PDF. Oggi continuo nelle mie escursioni alla scoperta di posti mai visti e sconosciuti; c’è anche la soddisfazione che con il passare del tempo e dell’esperienza riesco a superare difficoltà che una volta erano impensabili. Il bigino del buonC@mmino vuol essere semplicemente uno strumento che propone belle escursioni, non è una guida specialistica; quindi leggilo per farti un’idea, guarda le foto per capire in quale zona si sviluppa il percorso e, se fai uso di APP, scarica la traccia gpx.
Se ti sarà stato utile ne sarò felice.
buonC@mmino