autumn –foto:https://photos.app.goo.gl/LekvDu9tDWcSoWaAA –videotraccia:https://www.relive.cc/it/view/v7O928jJoQ6 – Percorso (E-T2) di circa 11,5 chilometri – dislivello positivo 850 metri. – Bisogna munirsi del permesso per il transito sulla VASP che sale da Postalesio; lo si può acquistare presso il Municipio oppure sulla SS38 al distributore “Paganoni” che si trova nel vicino Comune di Castione Andevenno. Percorrendo la VASP si passa dalle “Piramidi di Postalesio, dal piccolo alpeggio di Prà Lone e si continua a salire fino nei pressi di Prà Cigolosa. Si lascia la macchina vicino al tornante dove c’è un casello dell’acquedotto e dopo aver percorso alcune centinaia di metri di questa VASP (1515 m/slm) si imbocca il Sentiero N.416 che parte da Postalesio. Alcune volte si intercetta la strada per poi sbucare nei pressi del Dosso della Volpe da dove potrebbero proseguire solo i veicoli dei proprietari di baite o terreni del vicino alpeggio ma non essendoci più controlli c’è anarchia vera. Percorrendo la cementata si entra nell’ampia Alpe Colina (1950 m/slm) caratterizzata dalle piccole e belle baite in sasso ma anche dalla presenza in alcuni mesi dell’anno di un gran numero di cervi. Continuando a percorrere la VASP si sale al piccolo Bivacco Alpe Colina (ben attrezzato) e al vicinissimo stallone, poi si prosegue fino al Lago di Colina dove una palina indica l’inizio del sentiero che va alla Croce del Capin (2278 m/slm). Ora su questo nuovo tracciato creato nel terreno scosceso del Monte Colina scorazzano i motociclisti. Probabilmente questo percorso che termina alla croce dovrebbe proseguire ed entrare nella vallata di Caldenno (la vecchia traccia è quasi scomparsa ed è abbastanza insidiosa). Qui alla croce arrivava anche una vecchissima traccia molto ripida che partiva poco più in su di Cigolosa percorrendo la sommità della sponda franata della vallata. Volendo invece salire alla cima del Monte Colina, non essendoci traccia, si deve seguire la sua ripida dorsale. Per il ritorno si segue il sentiero fino al Lago di Colina e al Bivacco poi si imbocca la traccia che scende direttamente alle baite; continuando sulla VASP si torna al punto di partenza percorrendo così un paio di chilometri in più rispetto all’andata. Come spiega Oreste Forno tra qualche anno l’aumento del traffico dei mezzi a motore andrà ad incidere negativamente sulla ricca fauna alpina di questa zona. Aquile, cervi camosci migreranno in zona più tranquille. –gpx:https://urly.it/312wd6 –percorsointerattivo:https://www.relive.cc/view/v7O928jJoQ6/explore