autumn –foto:https://urly.it/31crhk –traccia3D:https://urly.it/31crhh – Percorso (E-T2) di circa 15 km. / D+ 910 m. – Spettacolare escursione lungo il confine italo-svizzero, con favolosi panorami sul Lago di Lugano e il Canton Ticino. Arrivati a Lugano si sale con l’auto al parcheggio situato nel centro di Brè (tutti i parcheggi sono a pagamento) da dove conviene fare prima una capatina sul vicinissimo Monte Brè percorrendo la lunga scalinata che parte a fianco del Cimitero. Una volta raggiunta la cima di soli 925 m/slm, dove c’è anche la stazione d’arrivo della funicolare che parte da Cassarate, si scende al sottostante terrazzo panoramicissimo (Spielplatz) del Ristorante Vetta. Percorrendo poi la strada, alternativa al Sentiero delle Betulle (chiuso), si ritorna al Piazzale di Brè (785 m/slm). Qui partono vari itinerari, per la salita al Monte Boglia conviene percorrere il Sentiero 52 in senso antiorario. Dopo aver attraversato il centro del piccolo borgo, arricchito da vari oggetti d’arte, si sale a Materone e a quota 1000 m/slm si abbandona il percorso che va all’Alpe Bolla (lo si farà al ritorno) per deviare a dx salendo al punto panoramico di località Crus. Durante tutta la salita si passa per boschi di faggio, e rare volte anche di castani e querce, ci si accorge anche che questa montagna è di origine calcarea. Superata quota 1100 m/slm si incontra il tratto più ripido di tutta l’escursione, che termina dopo i 1200 m/slm quando la vegetazione inizia a diradarsi. Oltrepassato Sasso Rosso a quota 1300 m/slm il sentiero, che comincia a seguire la linea di confine italo-svizzero. si sviluppa in 16 tornanti al termine dei quali ci si trova l’imbocco della facilissima dorsale che porta alla croce posta sul Monte Boglia (1515 m/slm). Due comode panchine sono la giusta soluzione per ammirare in relax tutto il Lago di Lugano e i suoi dintorni, un bello scorcio sul Lago Maggiore, il maestoso Massiccio del Monte Rosa (Dufourspitze – 4634 m/slm) e le belle cime della zona. Un po’ di delusione, dopo tutto questo meraviglioso spettacolo, è stato scoprire che nella cassetta del libro di vetta c’erano soltanto rifiuti lasciati dai soliti incivili (ovviamente si è provveduto alla rimozione del rutto però manca il libro). Per il ritorno si imbocca, in direzione Nord, il sentiero che con oltre 40 tornantini scende lungo la dorsale che segna ancora il confine di Stato e termina al Passo di Biscagno (1174 m/slm). Da qui si fa un’inversione per proseguire in direzione S-O, si passa così dall’Alpe Bolla e poi con un lunghissimo traverso si transita da Pian Camoghè che si trova proprio sotto il Monte Boglia. Quasi costantemente i sentieri, percorsi in questo periodo, sono nascosti dalle foglie di faggio che a volte superano lo spessore di 30/40 centimetri. Una volta passati dal Passo Geve (1114 m/slm) si supera la valletta del Torrente Gassone tornando così a Materone da dove si continua sul tracciato fatto al mattino. “bergheil” buonC@mmino –gpx:https://urly.it/31cwnz –